Freespirits

Solamente la ardiente paciencia hará que conquistemos una espléndida felicidad

Name: Cake

Monday, January 11, 2010

Lhasa de Sela

Sono passati dieci giorni da quando Lhasa e' morta. Grande artista messicano-canadese, con la sua calda voce e la sua aria fragile e sorridente era per me quasi una amica che non avevo mai incontrato. La sua Llorona mi ha tenuto compagnia nel 2001 a Bruxelles, in uno dei periodi sentimentali piu' difficili, poi e' venuta con me in Polonia e allietato le orecchie e le serate di amici. Ha riscaldato l'inverno polacco e anche quello Belga, quando, con il concerto piu' bello cui sia mai stata, ha per due ore ipnotzzato l'audience. Parlo' di vita, di amore e di morte dando un grande messaggio di serenità. Ricordo brividi di piacere e anche la sensazione che da questa donna emanasse una saggezza grande, un modo di pensare e di vivere libero e originale. Parlava e cantava, e entrambe le cose si univano in un connubio di luce e armonia.
Sapere che e' morta, cosi' giovane e con solo 3 albums alle spalle mi fa dolere il petto. Perche' mi sento defraudata di tante serate passate ad ascoltarla, perche' era la cantante mia e di Rosa, perche' era un'artista che avrebbe potuto dare ancora tanto e che faceva bene al mondo...se esiste un Dio forse ha voluto prendersela per ascoltare un po' delle sue melodie.
Se non esiste, it really sucks.

Sunday, September 13, 2009

Tirana dopo la pioggia

Qualcuno tempo fa mi aveva detto come Tirana sia speciale dopo la pioggia, quando l'aria si e' rinfrescata un po' dal suo inquinamento e le luci sono nitide e chiare.
Oggi ho potuto constatare il fenomeno, dopo un bel temporale in mattinata il cielo si e' aperto e l'aria e' diventata frizzante, tanto da rendere impossibile restare in casa.

Cosi' sono andata a esplorare il parco con il mio ipod, la testa leggera e contenta..la strade vuote di domenica.. mi sono sentita cosi' contenta di essere dove ero.
Ho camminato attorno al lago per due orette, godendo dell'odore della terra bagnata, sorpresa di trovare tanto verde senza mostri di cemento a rovinarmelo.
Poi mi sono persa, o cosi' ho pensato quando la strada asfaltata e' finita e ho cominciato a camminare tra pozze o micro piscine di fango, sbucando in un nuovo quartiere vicino al lago che mi si dice residenziale. E qui e' comparso questo mostro, che avevo visto settimane fa ma che oggi mi ha particolarmente colpita...

Senza dubbio il palazzo piu' brutto che abbia mai visto, anzi credo che ci voglia un certo impegno per progettare una roba tanto oscena.
Non so se assomigli di piu' a una serie di tovaglie rosse di cattivo gusto messe una sopra l'altra o a un disegno di bambino dell'asilo. Ma chi e' il cane che ha progettato questo pugno nell'occhio che si vede da lontanissimo...ma come mai nessuno si e' opposto, ma come fa la gente a accettare queste gran schifezze? Capisco la speculazione, ma questo e' un crimine contro la coscienza civile e l'umanità!

Mah.

Saturday, August 08, 2009

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Ci sono certe città dove ti perdi, altre dove ti muovi come se ci avessi sempre vissuto. Alcune ti fanno venire voglia di dormire, altre di andare a letto alle 2 tutte le sere, alcune ti innervosiscono, altre ti rasserenano.
Non so quale sia la ragione, di sicuro non e' estetica, almeno non per me. Bruges e Firenze mi annoiavano terribilmente, quel buchetto di Foca mi rendeva romantica forse a causa del magnifico fiume Drina; Varsavia..beh Varsavia e' stata il periodo intellettuale e tante altre cose. Parigi l'amour fou..Bruxelles la crisi esistenziale e couleur cafe. Skopje il divano e le (troppe) TV series...Adesso Tirana.

Tirana ha un karma positivo. Sarà forse la disponibilità della gente, le palme e i pini, i grandi boulevards pieni di macchine anarchiche, i bars zum zum...una piccola Italia dove gustare prodotti da tempo non disponibili. Tirana per ora e' una pausa tra le irrequietezze. Se restasse cosi' sarebbe già un bel posto dove vivere per 3 anni.

Trovare casa e' stato difficile, sono andata a spasso con 5 agenzie diverse...a volte non ricordavo nemmeno con chi stavo andando a vedere una casa. Ho visto di tutto e mi e' piaciuto poco. Alla fine mi sono innamorata di un piccolo appartamento, trovato per casa insieme a un amico. Sembra una copia in piccolo della mia ex casa di campagna..con mobili in legno, il parquet, le travi sul soffitto e una piccola terazzina dove spero d vedere presto il mio peloso Baraksito..
Dato che la Commissione paga per l'appartamento, avrei potuto indulgere in qualcosa di veramente fighetto. Ma per la prima volta da quando sono sbarcata nei Balcani..mi sento a casa, in un posto che riflette la mia personalità. Quindi per ora, qui sono..sola ma spero non per sempre.

Dopo la sleepy Skopje ho anche perso l'abitudine a uscire, ieri per la prima volta la mia collega Suela mi ha portata a giro per locali a ballare...mi sono trovata in un posto chiamato Living Room, pieno di ragazze in vestiti succinti ..mi sembrava di essere la Magnani in "Roma città aperta"...tutta sbattuta e alternativa, una trentenne che ancora non ha capito come vestirsi per la festa! Eppure, che leggerezza questi 30 +3! impari a fregartene mentre riesci ancora a gustarti un buon mojito (forse...4.)

Adesso, beh ho po' di hangover...forse piu' forte che a vent'anni..eh si ma fatemi approfittare prima che scada la deadline dettatami dalla suocera..un figlio per il 2010 :o/

Thursday, July 09, 2009

se partire e' un po' morire... ho piu' vite di un gatto



Ultimo giorno a Skopje...vivo ogni minuto con intensità e sentimenti contrastanti. Non ho mai amato questa città, ne' vi sono stata particolarmente felice. Ma adesso ovviamente mi spiace partire, lasciare le cose che mio malgrado mi sono diventate familiari e tanta gente veramente gentile e premurosa.

Sono giorni che dico arrivederci mentalmente e verbalmente alla negoziante dell'angolo, il veterinario di Barack, la proprietaria di casa, i colleghi quasi in partenza e i macedoni che rimarranno.

E ovviamente dico arrivederci alla mia dolce vita insieme ai due miei uomini, Ilija e Barack :o)

Anche se tornero', si chiude una fase. E mi mancheranno le quotidianità, le colazioni, le notti, le cene divise a due. Mi mancherà tornare dal lavoro e discuterne con Ilija, o chimarlo 300 volte al giorno per qualsiasi problema io abbia.

Si apre un capitolo di incontri nei weekends. Tirana - Skopje sono connesse bene, ma vivro' pur sempre sola. L'ho voluta la bicicletta, adesso pedalo...Questo e' il prezzo da pagare per la mia ricerca dell' holy grail del lavoro, per le mie ambizioni e soprattutto per la mia voglia di cambiare e ricominciare sempre da capo. La mia irrequietezza che non mi dà pace.

Nonostante il dolorino al corazon, e gli sguardi di condoglianze della maggioranza dei miei amici quando dico che mi sposto a Tirana (alcuni per esperienza personale ma molti per pregiudizi un po' postcolonialisti) ..credo di cambiare in meglio. So di cambiare per il meglio. E spero che la mia vita in Albania duri almeno tre anni e sia piena di nuove conoscenze, incontri stimolanti, tanto tanto mare e buone verdure e un lavoro per una volta appagante, magari non sempre ma al 50%. So che potro' tornare a casa piu' spesso, e questo mi dà già pace.

Ringrazio le piu grandi fans di Tirana, Meri e Ticiana (entrambe spagnole chissà se e' un caso) per l'entusiasmo con cui mi hanno descritto la città e il suo potenziale...spero verranno a trovarmi :o)

Ајде ке се видиме македониа

Friday, June 19, 2009

rubencito e la sua mamma bella





pelle chiara e occhi blu..ma da dove viene?? ;o)

Sunday, May 24, 2009

Incontro a Istanbul





Dopo due anni e mezzo e 4 anni dopo la Giordania, siamo finalmente riusciti a ritrovarci con Piotr e Simon nella bellissima Istanbul. Per l'occasione anche Tomas e Ola da Brussels.

Piotr, perfettamente inserito nella sua nuova città, ci ha fatto esplorare le strade tortuose di Taksim, i bar e le delizie della cucina Turca e fatto intravedere le mille opportunità di cambiare vita e direzione che abbiamo...Non avevo mai sperimentato Istanbul cosi', sorseggiando birra sul tetto di casa sua mentre il sole tramontava su Agia Sofia e la Moschea Blu. Una escursione sul Bosforo con SImon e la sua fidanzata (!), Piotr e i suoi tremila amici..il kebab di due metri e i taxisti folli, il sole e l'aria di una città incantata...e tanta nostalgia della Polonia.

Sono stata piu' spettatrice che protagonista, sentendomi a metà tra un film di Otzpetek e una poesia di Hikmet, nostalgica, un po' tristacchiona....e innamorata della città e dei miei amici.

Thursday, April 30, 2009

the International view of Italy




Dovrei lavorare, ma non c'e' niente di piu' gustoso di scrivere il blog di nascosto al lavoro, soprattutto se fuori piove e ti sei appena licenziato ;o)

Devo pur sempre scrivere uno strategy paper che non sara' letto..ma voglio giusto sfogarmi un attimo riguardo l'ultimo film che ho visto qui a Skopje " The International" e come la sua stereotipizzazione dell'Italia mi abbia profondamente irritata. Premetto che ormai vedo solo cagate hollywoodiane dato che non arriva altro..ma ogni tanto ho bisogno di andare al cinema e vedermi un film. Soprattutto se c'e' il mio attore preferito.

Premetto anche che, per carita', sono la prima a sparare a zero sul'Italia, sulle veline al Parlamento Europeo, un premier di cui mi vergnogno, un misto di mancanza di morale e quieto vivere che mi fa venire la pelle d'oca...ma quando un film polpettone americano (che vedranno purtroppo milioni di spettatori) rappresenta l'Italia cosi' mi vien voglia di protestare.

Allora, il nostro strafigo Cliwe Owen, al solito, e' solo contro tutti. Con la sua barbetta incolta da eroe perso che urla e non si arrende, stavolta ce l'ha con una cattivissima banca internazionale (the international) che si occupa di commercio di small weapons e nel frattempo uccide tutti coloro che vogliono bloccare il suo avido cammino verso tanti soldoni sporchi. Ovviamente Cliwe lavora per l'Interpool e questo lo porta a girare tra Londra, New York, Francia e ..Italia.

Ora, se Londra ha la pioggia, la Francia ha un bel sole soletto e New York i grattacieli e palestre...L'Italia ovviamente e' rappresentata da un politico-imprenditore (Luca Barbarerschi) che si chiama pure "Calvino" e che e' a capo di una potentissima azienda che produce armi..e guarda caso e' anche in politica e pronto a diventare il prossimo capo di governo " (Naomi Watts/co-star del figo Owen: " Calvino, the most powerful business man in Italy..and Italy's next prime minister!".

La battuta non mi e' piaciuta, ma ci ho riso su..in fondo se negli USA pensano che basti essere ricco per diventare capo del governo..come si fa a negarlo.

Nel corso del film, pero'..il nostro business man, Calvino, viene ucciso da un sicario durante un rally politico..ovviamente e' stato ammazzato dalla crudelissima banca Internazionale, ma un sabotaggio dentro la polizia fa uscire fuori come colpevoli niente popo' di meno delle "Brigate Rosse".

Ok, ho voluto sorvolare anche su questo ennesimo stereotipo

Ma non finisce qui! Alla fine, i figli del potente futuro primo ministro, Calvino, italianissimi, capello nero e ricchissimi..sono ovviamente coloro che si occuperanno di vendicare il padre con un bel sicario di turno, che ovviamente parla solo Italiano.

Conclusione: l'ultima scena del film (attenzione, mini spoiler)...vede il figo americano coraggioso Owen che si incrocia con il grasso e spietato sicario italiano. ultima battuta" Arrivederci!


Che dire, nel corso dei giorni la mia irritazione cresce. Non solo per la fine veramente cretina di un film che volendo poteva essere passabile come thriller. Ma per lo sbrodolio di stereotipi a meta' tra il condiscendente anglo-americano che guarda all'italia come al paese della mafia e spaghetti. Ma anche per la mancanza di savoir faire. Tanti film si sono presi la briga e il permesso di approssimare l'Italia in poche immagini stilizzate, ma almeno lo hanno fatto con un po' piu' di stile, senza concludere la scena su un capello unto italiano.